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preavviso agente di commercioPreavviso agente di commercio, quali termini deve rispettare il tuo agente di commercio qualora intenda dare le dimissioni?

Comunemente si pensa che l’agente di commercio sia tenuto a dare un preavviso fisso di 3 mesi se è plurimandatario o di 5 mesi se è monomandatario.

Ma e’ così? O, per lo meno, e’ sempre così?

Capiamo meglio come funziona il preavviso dell’agente di commercio

Contratto di agenzia a tempo determinato o indeterminato

Per quanto possa sembrare scontato, ma la primissima cosa da verificare è se il contratto di agenzia è a tempo determinato o a tempo indeterminato.

Andate quindi anzitutto a cercare la clausola del contratto di agenzia che regola la durata.

Se nella clausola sulla “durata”, è previsto che il contratto abbia una durata “predeterminata” (ad esempio: il presente contratto inizia il XX/YY/ZZZZ e dura 1 anno (oppure 12 mesi o due anni ecc.), siamo in presenza di un contratto a tempo determinato.

Idem siamo in presenza di un contratto a tempo determinato anche quando, dopo essere stata prevista una durata predeterminata, è prevista una clausola di rinnovo tacito o automatico tipo questa: “il contratto di agenzia si rinnoverà automaticamente per lo stesso periodo salvo disdetta/recesso da comunicare con un preavviso di XX mesi/giorni rispetto alla scadenza”.

Se, invece, nella clausola del contratto di agenzia relativa alla durata fosse previsto che il contratto inizia in una certa data o in un certo momento e null’altro, siamo in presenza di un contratto per l’appunto a tempo per “indeterminato”.

Stessa cosa chiaramente se fosse specificato espressamente che il contratto è a tempo indeterminato.

Vediamo di seguito perchè questa distinzione è importante.

Preavviso agente di commercio nel contratto a tempo determinato

Se il vostro contratto di agenzia e’ a tempo determinato (con o senza rinnovo tacito), significa che avevate valutato a suo tempo che avrebbe dovuto durare fino alla data che avevate indicato.

L’unico motivo per poter cessare prima della scadenza quindi è (o dovrebbe essere) solo quello di una “giusta causa”, cioè di un grave inadempimento dell’altra parte.

Nei contratti a termine quindi, in caso di recesso anticipato senza giusta causa chi lo fa deve risarcire il danno all’altra parte.

In casi come questi, non e’ (o non dovrebbe essere) quindi previsto che le parti possano recedere in qualunque momento anche prima della scadenza.

Parlo al condizionale perché nella prassi ho riscontrato dei “mix” e degli “ibridi” nelle clausole sulla durata dei contratti di agenzia a termine, che mischiano elementi del tempo determinato con quelli del tempo indeterminato non sempre però dagli esiti felici…

Tornando al caso della clausola a tempo determinato “vera”, l’unico “preavviso” da verificare è quindi quello previsto per l’invio della disdetta per impedire che il contratto si rinnovi automaticamente, qualora sia stato pattuito il meccanismo del rinnovo tacito.

Si tratta, in questo caso, di un “preavviso” la cui durata le parti possono liberamente stabilire perché serve solo per “avvisare” l’altra parte che il contratto cesserà alla scadenza che entrambe avevano già previsto.

Di conseguenza è un “preavviso” che non serve per far cessare il contratto in qualunque momento prima della scadenza, bensì solo per farlo cessare rispetto alla scadenza già stabilita.

Se quindi il contratto di agenzia non prevedesse un meccanismo di rinnovo tacito ma solo una durata fissa, in quel caso non vi sarebbe nessun “preavviso” da dare per far cessare il contratto di agenzia. Il contratto nasce infatti già per cessare automaticamente alla scadenza (si ricorda solo che gli AEC prevedono comunque che la mandante faccia sapere all’agente 60 giorni prima della scadenza se ha intenzione di stipulare un nuovo contratto di agenzia dopo la scadenza di quello in corso oppure invece non abbia interesse a farlo, questo solo per evitare di creare aspettative ingiustificate nell’agente).

Attenzione solo che, in caso di contratto di agenzia a tempo determinato senza rinnovo tacito, se le parti vanno comunque avanti a lavorare come se niente fosse dopo la scadenza del contratto, il contratto di agenzia si trasforma automaticamente a tempo indeterminato con applicazione dei termini di preavviso di cui al punto successivo e non si potrà poi dire: “ah ma era scaduto quindi si può cessare cosi”…

Preavviso agente di commercio nel contratto a tempo indeterminato

Se il vostro contratto di agenzia risulta invece a tempo “indeterminato”, significa che le parti possono cessarlo in qualunque momento dando un certo preavviso.

In questo caso la durata del preavviso non è del tutto libera o per lo meno ci sono dei termini minimi da rispettare.

Questi termini minimi sono contenuti nelle norme che regolano il contratto di agenzia.

A questo punto si pone la questione: quali sono queste norme?

Quali sono le norme che regolano la durata del preavviso dell’agente di commercio

La durata del preavviso nei contratti di agenzia a tempo indeterminato è contenuta in due tipi di norme:

La prima cosa da fare quindi e’ anzitutto andare a verificare nel contratto di agenzia quali sono le norme da cui è regolato.

Solitamente c’è una clausola che inserita alla fine del contratto in cui si dice: “il presente contratto è regolato da XXXXX” o “per quanto non previsto si applicano le norme del XXXX”.

Se e’ richiamato l’AEC, troverete solitamente “il presente contratto è regolato dalle norme del codice civile e dell’AEC”, o anche solo “è regolato” o “si applica” l’AEC.

Fatta questa preliminare verifica, vediamo cosa prevedono queste norme.

I termini di preavviso di recesso dal contratto di agenzia del codice civile

L’art. 1750 del codice civile stabilisce i seguenti termini di preavviso che valgono sia che receda l’agente sia che receda la mandante e senza fare differenza tra agente monomandatario e plurimandatario:

  • 1 mese per il primo anno di durata del rapporto
  • 2 mesi dal secondo anno di durata “iniziato”
  • 3 mesi dal terzo anno di durata iniziato
  • 4 mesi dal quarto anno di durata iniziato
  • 5 mesi dal quinto anno di durata iniziato
  • 6 mesi dal sesto anno di durata iniziato in poi

Prevede poi una cosa interessante: questi termini di preavviso possono essere ”allungati” ma non “accorciati” (e comunque quello a carico dell’agente non può essere superiore a quello della mandante).

E’ una previsione interessante perchè non è previsto che si possa fare diversamente.

Quindi vuol dire che è impugnabile una “pattuizione” che preveda qualcosa di contrario.

Se il vostro contratto di agenzia risulta regolato solo dal codice civile/legge e nella clausola sulla durata non è previsto nulla di particolare circa la durata dei termini di preavviso (o magari viene fatto solo un rimando all’art. 1750 del codice civile) allora dovrete rifarvi ai termini che ho indicato sopra.

Se invece sono indicati dei termini specifici, dovreste verificare se sono compatibili con le durate previste dall’art. 1750 del codice civile (cioè se questi termini sono più lunghi ma non più corti).

I termini di preavviso per il recesso dell’agente previsti dagli AEC

Veniamo ora ai termini di preavviso previsti dai principali AEC (AEC settore Commercio e AEC settore Industria).

In particolare, questi AEC, in caso di dimissioni dell’agente, prevedono dei termini fissi e indipendenti dalla durata del rapporto.

Questi termini sono di 3 mesi in caso di dimissioni dell’agente plurimandatario, e di 5 mesi in caso di dimissioni dell’agente monomandatario.

Confrontando questi termini con quelli del codice civile però balza all’occhio che non sempre sono corretti.

Nel caso infatti dell’agente plurimandatario, fino a 3 anni (iniziati) di durata del contratto di agenzia i termini sono conformi. Dall’inizio del quarto anno invece i termini di preavviso previsti dal codice civile “crescono” fino al 6 anno, mentre quello dell’AEC rimangono fissi a 3 mesi.

Per quanto detto prima, secondo il codice civile i termini di preavviso possono essere più lunghi ma non più brevi di quelli previsti dalla legge.

Questo è il motivo per cui in certi contratti di agenzia potrete trovare scritto nella clausola sulla durata che i termini di preavviso saranno quelli dell’AEC “o del codice civile se superiori”.

Se dunque il vostro contratto di agenzia è regolato dall’AEC, qualora riceveste le dimissioni da parte di un vostro agente con un preavviso di soli 3 mesi nonostante il contratto risulti in essere da, ad esempio, 10 anni, dovete ricordarvi che il codice civile ne avrebbe previsti 6 di mesi di preavviso per questa anzianità e quindi potete scegliere se contestare o meno questo fatto all’agente.

Beninteso, la mandante non è obbligata a pretendere che l’agente svolga 6 mesi di preavviso. Anzi potrebbe essere ben contenta che ne faccia solo 3.

Tuttavia non sempre i rapporti finiscono nel migliore dei modi e quindi, in presenza di un preavviso di dimissioni inferiore al dovuto da parte dell’agente, la mandante potrebbe avere interesse ed essere legittimata ad addebitargli i mesi mancanti.

Casi particolari: il recesso in periodo di prova e il recesso per giusta causa

Fino a qui abbiamo parlato di ipotesi di dimissioni “normali” dell’agente, cioè a rapporto avviato o senza che sia contestata una giusta causa.

Vanno però considerate altre sue ipotesi di dimissioni:

  • dimissioni dell’agente in periodo di prova
  • dimissioni dell’agente per giusta causa

Si tratta di due ipotesi particolari perché in questi casi il preavviso non è previsto.

Anzi, in caso di recesso per giusta causa il preavviso non deve essere concesso.

La “giusta causa” infatti per legge (art. 2119 codice civile applicabile anche ai contratti di agenzia) è per definizione legale un inadempimento talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto nemmeno temporanea.

Se, dunque, il vostro agente di commercio dovesse comunicarvi le dimissioni per “giusta causa” per chiedervi le indennità di fine rapporto, contestando che siate rimasti inadempienti a qualcosa e nel contempo vi concedesse un preavviso, automaticamente smentirebbe la “gravita’” di quanto vi contesta (indipendentemente che sia vero o meno).

La concessione di un preavviso è infatti incompatibile con la sussistenza di una giusta causa e trasformerebbe le dimissioni in dimissioni “semplici” con tutte le conseguenze in ordine anche al diritto o meno alle indennità di fine rapporto (come l’indennità di clientela o l’indennità meritocratica).

Se sei una casa mandante o un professionista incaricato di verificare se l’agente di commercio ha rispettato i termini di preavviso o hai dei dubbi in proposito puoi saperne di più su di noi e contattarci qui.

Buon lavoro!

Avv. Angela Tassinari

 

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