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fac simile contratto di agenziaFac simile contratto di agenzia: si tratta di una ricerca molto diffusa in internet, del tutto comprensibile. Ma sai cosa stai scegliendo?

Fac simile contratto di agenzia: a ciascuno il suo

Richiedere un contratto di agenzia “su misura” incaricando un professionista o reperire un testo già predisposto e sceglierlo autonomamente, è un po’ come richiedere un “abito sartoriale” piuttosto che un abito “pret a porter”,

I benefici o i costi/rischi di entrambe le modalità sono noti.

Il paradosso però è che nella ricerca e nella scelta di un abito “già pronto”  viene spesso messa molta più cura che nella scelta di un fac simile contratto di agenzia.

Riguardo al contratto di agenzia viene infatti spesso ricercato genericamente solo un “fac simile” ma è come se entrando in un negozio o digitando in internet si cercasse genericamente “un abito” o “un vestito”.

Quando invece si cerca un abito già pronto, comunque si ricercano anche la taglia, il colore, la tipologia (gonna, pantalone), il tessuto ecc.

Si selezionano cioè tutta una serie di caratteristiche che l’abito dovrebbe avere.

Quando invece si ricerca un fac simile contratto di agenzia, sembra che ci sia un unico testo che vada bene tutto.

Invece, come per i vestiti, anche il contratto di agenzia può avere una serie di variabili che si possono scegliere.

Sono variabili estremamente importanti da conoscere prima di cimentarsi nella scelta di un fac simile contratto di agenzia senza essere assistiti, per evitare di ordinare un prodotto che solo dopo averlo usato si scopre non avere le caratteristiche che si pensava che avesse.

Con l’importante differenza rispetto ad un vestito, che una volta “applicato” e fatto firmare all’agente non può essere più “restituito”.

Ti aiuto quindi a conoscere quali sono queste variabili, così che se deciderai di affidarti ad un fac simile contratto di agenzia potrai verificare come sono regolate nel fac simile e nel caso integrare/modificare il testo (con cautela…) o scegliere il tuo fac simile contratto di agenzia con più cura.

Fac simile contratto di agenzia: 13 variabili (ma portano fortuna)

Normativa applicabile: solo il Codice Civile o Accordo Economico Collettivo?

Questa è una variabile “da 90”. Difficile da liquidare in poche righe.

Tuttavia è una tematica sempre più attuale quella di stabilire se regolare il contratto di agenzia solo in base alla legge (cioè in base al codice civile, art. 1742 e seguenti) o anche dai contratti nazionali di categoria, cioè gli Accordi Economici Collettivi (o A.E.C.)

Dalla scelta della normativa applicabile discendono diverse conseguenze importanti, a partire dal calcolo dell’indennità di fine rapporto.

Se applichi solo la legge, ricordati poi che non è prevista la possibilità di fare variazioni senza consenso dell’agente, che non è previsto nulla in caso di malattia/infortunio/gravidanza ecc., che i termini di preavviso sono diversi (… sempre sicuro di fare il fai da te? :))

Supponendo che tu abbia già fatto questa valutazione, nel fac simile contratto di agenzia dovrà quindi verificare se è previsto che il contratto di agenzia sia regolato solo dal codice civile o anche dall’A.E.C.

In quest’ultimo caso, verifica che sia identificato esattamente quale A.E.C. e non ci sia solo un rimando generico e plurale “agli accordi economici collettivi”.

Infatti, di A.E.C. ce ne sono almeno 15 (anche se i principali sono 3: settore Commercio, firmato da Confcommercio, settore Industria, firmato da Confindustria e settore Piccola e Media Industria firmato da Confapi.

Per saperne di più sugli Accordi Economici Collettivi e su quando sia obbligatorio applicarli, ti rimando a questo post.

Proseguiamo.

Monomandato o plurimandato

Questo tema è più semplice, anche se non da sottovalutare.

Il tuo agente dovrà lavorare esclusivamente per te o potrà lavorare anche per altri?

Nel primo caso dovrà esserci scritto espressamente nel fac simile contratto di agenzia che l’agente è monomandatario, il che vuol dire, perchè tu lo sappia, che si impegna a lavorare solo per te e non potrà lavorare per altri, sia concorrenti che non concorrenti.

Nel secondo caso invece, l’agente avrà come limite quello di non poter assumere mandati concorrenti.

Ricordati però di precisare espressamente che il divieto di assumere mandati concorrenti vale anche al di fuori della zona assegnata, altrimenti potenzialmente fuori dalla zona potrebbe invece assumere mandati concorrenti!

Con esclusiva/senza esclusiva

Altro aspetto “abbastanza” semplice: il tuo agente avrà diritto di operare da solo nella zona assegnata o nominerai altri agenti? Cosa è previsto nel fac simile contratto di agenzia che hai trovato?

Nel primo caso il tuo agente sarò un agente con esclusiva e quindi non potrai nominare altri agenti nella stessa zona (prodotti e clienti) assegnata, ne agire direttamente. Se lo farai, si tratterà di una violazione del contratto.

Solitamente, la mandante si impegna a non nominare altri agenti ma si riserva di poter agire direttamente in questo caso comunque pagando la provvigione.

Se invece pensi di mettere sulla stessa zona più agenti, allora si tratterà di agenti senza esclusiva.

Ricordati però che anche se non l’agente non ha l’esclusiva, ce l’ha automaticamente sui clienti che procura (o gli assegni).

Quindi non hanno l’esclusiva di zona ma hanno l’esclusiva sui clienti (leggi anche Agenti senza esclusiva di zona due cose cui pensare).

Puoi in questi casi pensare di stabilire una regola di “decadenza” dell’esclusiva sul cliente in caso di “inattività” del cliente, dicendo ad esempio che se il cliente non invia ordini per 6 mesi l’esclusiva decade e il cliente torna “libero”.

Prodotti

Quando compili il campo dei prodotti assegnati, pensa se stai assegnando tutti i prodotti che commercializzi o solo una parte. Pensa anche se magari in futuro creerai linee diverse che potresti non assegnare alla stessa rete di vendita.

Quindi, prima di indicare come prodotti “tutti” o “tutti quelli a catalogo”, verifica che non sia opportuno specificare meglio: il canale, la tipologia, il marchio che li contraddistingue ecc., in modo che se un domani volessi introdurre qualcosa di nuovo non sei obbligato ad assegnarlo per forza all’agente.

Clienti direzionali esclusi

Che l’agente abbia o non abbia l’esclusiva, verifica se ci sono clienti individuati per “nominativo” o per “categoria” sui quali non vuoi che l’agente vada a vendere e che quindi “ti riservi” (e sui quali quindi non riconoscerai provvigioni).

Ricordati di individuare questi nomi prima di firmare il contratto e che clausole che prevedono che la mandante possa a sua discrezione far diventare un cliente direzionale sono nulle.

Qualora infatti durante il rapporto avessi necessità di togliere un cliente all’agente, l’agente dovrà essere d’accordo oppure se non lo fosse, e sempre che il contratto di agenzia richiami uno degli A.E.C. che ti ho indicato sopra, dovrai rispettare i limiti previsti per le variazioni unilaterali

Durata: a tempo determinato o indeterminato?

Cosa prevede il fac simile del contratto di agenzia rispetto alla durata? Quale durata vuoi che abbia il contratto di agenzia?

Da parte mia preferisco che il contratto abbia durata “indeterminata” così che la mandante possa interromperlo quando vuole, dando solo il preavviso senza ricordarsi di doverlo disdettare o di doverlo rifare.

Ti rimando qui per spiegarti meglio le differenze e le conseguenze tra i due tipi di durata.

Periodo di prova

Il fac simile di contratto di agenzia che stai usando prevede un periodo di prova inziale durante il quale le parti possono interrompere liberamente il contratto di agenzia senza preavviso?

Ti consiglio di inserirlo sempre, approfondisci qui!

Provvigioni sul “fatturato” o sull'”incassato”

Anzitutto di rassicuro sul fatto che “si può ancora” pagare le provvigioni sull'”incassato”, cioè dopo che il cliente ha pagato la fattura.

Quindi, quando vuoi pagare le provvigioni all’agente? Appena fatturi al cliente o aspetti che il cliente ti paghi?

Nel primo caso dovrà fare il conteggio delle provvigioni sulla base delle fatture semplicemente emesse.

Se invece vuoi pagare sull'”incassato”, cioè dopo che il cliente ha pagato, devi ricordarti di specificarlo nella clausola.

Infatti, se non viene specificato, l’agente avrà diritto alle provvigioni direttamente sul “fatturato”.

Ricordati che se paghi sul “fatturato” non puoi (o non potresti) stornare le provvigioni a piacimento appena non è pagata la fattura ma dovresti dimostrare di aver svolto attività di recupero.

Scaletta provvigionale al variare degli sconti

Non sottovalutare i criteri di calcolo delle provvigioni.

Nei fac simile contratto di agenzia solitamente questa parte viene lasciata alla discrezione della mandante.

Ricordati quindi al riguardo di indicare lo sconto massimo che l’agente è autorizzato a proporre senza preventiva autorizzazione. Soprattutto, se intendi riconoscere una provvigione decrescente in base agli sconti, ricordati di fare una tabella indicando gli sconti e la provvigione corrispondente: non puoi a tua discrezione ridurre la provvigione in base allo sconto senza averlo prima concordato.

Incassi

Cosa prevede il fac simile contratto di agenzia riguardo agli incassi da parte dell’agente? Se non è previsto nulla o ti fa scegliere, cosa deve fare il tuo agente?

Ricordati che c’è differenza tra far incassare solo gli insoluti e far invece incassare le fatture alla loro scadenza da parte dell’agente (cioè il cliente, invece che fare il bonifico o pagare la RIBA, deve pagare a mani dell’agente).

Nel primo caso (incasso solo insoluti) non è obbligatorio prevedere una indennità di incasso, nel secondo caso si.

Diritto / divieto di incaricare  subagenti

Il tuo agente può nominare subagenti (cioè venditori autonomi)?

Se non vuoi che nomini subagenti o vuoi che lo faccia solo previa tua autorizzazione, devi prevedere una clausola apposta e devi ricordarti poi di far firmare questa clausola “due volte” (cioè è una clausola vessatoria che quindi deve essere richiamata dopo la prima firma, per una seconda firma).

Minimi di vendita

Il fac simile contratto di agenzia prevede la possibilità di pattuire dei minimi di vendita?

In questo caso devi verificare che sia anche previsto cosa succede se non vengono raggiunti (ad esempio: il contratto di agenzia può essere risolto di diritto, o ai sensi dell’art. 1456 c.c.).

Se non prevedi infatti le conseguenze del mancato raggiungimento, non puoi invocarla come se invece fosse stato previsto.

Ricorda però che i minimi di vendita devono essere concordati, quindi non basta che glieli comunichi all’agente, e che l’ammontare deve essere credibile come minimo di vendita (cioè non deve essere un “minimo” che se lo raggiunge è previsto magari anche un premio).

Anche se poi non vengono raggiunti e cessi il contratto di agenzia per questo motivo, non è detto che sia automatico il fatto che l’agente non abbia diritto a preavviso e indennità e quindi comunque dovrai ponderare bene questa scelta.

Resta il fatto che è uno strumento di gestione importante del rapporto e quindi ti suggerisco di prenderla in considerazione.

Per approfondire come “scrivere” una clausola sui minimi di vendita, leggi qui!

Tribunale competente in caso di controversia

Il Tribunale competente in caso di litigio è per legge (art. 413 c.p.c.) quello della residenza dell’agente, se l’agente è una ditta individuale.

Se invece l’agente opera in forma di società (ad esempio s.a.s., s.n.c. o s.r.l.), puoi prevedere una clausola che specifichi che il Foro esclusivo competente è quello della sede della mandante.

Deve essere specificato che si tratta di un foro “esclusivo” e anche questa clausola deve essere richiamata dopo la prima firma del contratto per essere firmata “due volte” (cioè è una clausola vessatoria).

* * *

Come avrai visto, anche quindi in caso di contratto di agenzia “pret a porter” puoi scegliere molto di più che un semplice “fac simile” contratto di agenzia.

Un contratto di agenzia fatto su misura da un professionista potrà prendere in considerazioni ulteriori variabili e aiutarti in ogni caso a scegliere meglio, ma ciò che mi preme è che tu abbia compreso che non tutti i contratti di agenzia sono uguali e non tutti i fac simile contratto di agenzia vanno necessariamente bene per il “tuo” caso e quindi ti abbia aiutato a riflettere sulle variabili più importanti.

Per il resto noi siamo qui

Buon lavoro!

Avv. Angela Tassinari 

 

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Contratto di Agenzia caratteristiche: sai quali sono?

Ecco una pratica Infografica in 8 punti con quello che devi conoscere per stipulare un contratto di agenzia efficace.

Contratto di agenzia caratteristiche: Infografica 8 Punti Chiave per un Contratto di Agenzia Efficace

Se vuoi scaricarla o salvarla clicca qui: Infografica 8 Punti Chiave per un Contratto di Agenzia Efficace

Buon Lavoro!

Avv. Angela Tassinari

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Learning by doing, ovvero imparare attraverso l’esperienza diretta e … l’emozione.

learning by doingNegli anni ’50 gli studi del docente americano Edgar Dale hanno richiamato l’attenzione sul come l’apprendimento sia influenzato dall’esperienza.

Secondo il suo diagramma, noto come “cono dell’esperienza”, leggere o ascoltare influiscono al massimo per il 20% mentre il fare o il simulare quanto si intende apprendere influisce fino al 90%.

Già migliaia di anni prima, dall’antico Oriente, Confucio proponeva “vedo e dimentico. Sento e ricordo. Faccio e comprendo“.

Learning by doing: Se “Faccio, comprendo” (Confucio)

Non solo.

Le migliori tecniche di memorizzazione sfruttano la naturale capacità dell’essere umano di ricordare le informazioni. Naturali capacità che vengono aumentate e sfruttate se le informazioni sono trasformate in immagini o storie, o associate ad eventi paradossali o ad emozioni.

Le informazioni si ricordano meglio se associate ad una emozione

Se si considerano tutti questi aspetti, c’è da stupirsi di quanto il tradizionale modello di formazione “frontale” , con docente in cattedra e corsisti al banco, sia ancora il modello prevalente nella formazione e sia anche stato l’unico modello per tantissimi anni (e in taluni ambiti è rimasto tale, specie nelle scuole).

Difficile comprendere le motivazioni di tale scelta, se non il fatto che è certamente più semplice “spiegare” le cose “in teoria”, anzichè trovare un modo per tradurre le stesse cose in formato “esperienza”. Ciò specie considerando che deve anche trattarsi di una esperienza “semplificata”, dovendosi svolgere nell’ambito ristretto di un corso e, magari, di un aula, ma allo stesso tempo tale da far immedesimare come in una esperienza “vera”.

Certamente il “relatore” che volesse cimentarsi in questo nuovo approccio dovrebbe avere certi requisiti:

  1. Ha l’esperienza. Il docente che voglia “tradurre” le informazioni in formato “esperienza” deve sapere di cosa sta parlando in prima persona. Deve aver “vissuto” direttamente l’esperienza che intende far rivivere
  2. E’ animato dal piacere che gli altri imparino le cose e le imparino velocemente!
  3. E’ disposto a trasformare la formazione in gioco, senza credere che il “gioco” sia contrario a “professionalità”
  4. E’ dotato di una certa dose di fantasia
  5. In ultimo, ma non ultimo, può contare su un team con cui condividere, testare, organizzare!

contratto di agenzia avvocatoE’ proprio così che è nato  “Agency Contract Game“, il nostro speciale gioco da tavolo che favorisce l’apprendimento del diritto sul contratto di agenzia attraverso l’esperienza e il learning by doing.

Dall’esperienza di oltre 15 anni nel campo dei contratti di agenzia, dal piacere di vedere la sensibilità giuridica accrescersi nelle persone, dalla volontà di trasformare la formazione del diritto in qualcosa di più leggero e ludico, dal desiderio di creare qualcosa fuori dai tradizionali schemi della formazione giuridica, da un team che ha sempre sostenuto questa direzione.

Il contratto di agenzia è spesso sottovalutato e poco conosciuto, nonostante la sua diffusione e i molteplici aspetti spinosi che l’accompagnano

contratto di agenzia formazione

Partecipanti al Professional Skills Course 2017 presso l’Università degli Studi di Bergamo

Grazie a “domande a quiz” e alla lettura delle prassi positive e negative lette ad alta voce dai partecipanti si crea coinvolgimento delle persone che si immedesimano nel processo decisionale e assumono le conseguenze delle proprie scelte grazie anche all’attribuzione di una “patente a punti”.

Il processo di memorizzazione viene poi amplificato dall’emozione legata al mettersi in gioco in gruppo che sfocia di regola in calorose risate, senso di solidarietà ma anche un pizzico di competizione.

Rispondere a domande, scegliere, ridere, confrontarsi, misurare la bontà delle proprie scelte: gli ingredienti del Agency Contract Game

Non ultimo, il gioco crea una importante occasione di incontro tra le diverse funzioni aziendali chiamate ad occuparsi della gestione del contratto di agenzia (amministrativa, commerciale, legale…) rafforzando grazie all’aspetto ludico i legami interni e uniformando le reciproche conoscenze.

Per un colloquio informativo sulla nostra attività di formazione aziendale sui contratti di agenzia, puoi contattarci cliccando qui!

Avv. Angela Tassinari

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Si parla di contratto di agenzia plurimandatario, ma non sempre è chiaro per quali altre ditte l’agente può lavorare.

Contratto di agenzia plurimandatario e obbligo di non concorrenzaAnzitutto con un contratto di agenzia plurimandatario l’agente può (non deve) lavorare per più case mandanti. E questo è semplice.

Ci sono però alcune precisazioni da considerare che sono invece meno scontate.

Riguardo l’agente plurimandatario, infatti, se è vero che può lavorare per più case mandanti è però “sottinteso” che tali case mandanti non possano essere in concorrenza tra loro.

La legge lo dice chiaramente: “l’agente [non] può assumere ‘incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo di affari di più imprese in concorrenza tra loro” (art. 1743 codice civile).

Con il contratto di agenzia plurimandatario l’agente può lavorare per più ditte ma non in concorrenza

Quindi, anche se questo divieto non venisse specificato nel contratto di agenzia, comunque l’agente sarebbe obbligato a rispettarlo derivando direttamente dalla legge.

Tuttavia, prevedere una specifica clausola nel contratto rimane opportuna perchè consente di ampliarne l’oggetto e l’ambito geografico.

La legge infatti limita questo divieto di concorrenza alla “stessa zona” e allo “stesso ramo di affari” assegnati all’agente.

E’ però lecito, ed è senz’altro opportuno, estendere nel contratto di agenzia plurimandatario tale divieto anche “al di fuori” della zona assegnata e riferirlo non solo ai “prodotti” (ramo d’affari) assegnati all’agente, ma più in generale all'”attività” svolta dalla mandante.

Non è infatti infrequente il caso in cui all’agente viene affidata una sola linea di prodotti rispetto a quelli commercializzati dalla mandante, ma ciò non significa che la mandante gradisca che l’agente possa operare per una concorrente su un’altra linea di prodotti. Per poter vietare però all’agente di poter trattare anche prodotti concorrenti non assegnati, deve essere espressamente precisato nel contratto.

Nel contratto di agenzia plurimandatario si può specificare che l’obbligo di non concorrenza vale anche al di fuori della zona e dei prodotti assegnati

Peraltro, così come le parti nel contratto di agenzia plurimandatario possono “ampliare” il contenuto dell’obbligo di non concorrenza, possono anche, se vogliono, escluderlo e quindi prevedere magari delle “deroghe”, consentendo all’agente di assumere di volta in volta degli incarichi per mandanti “concorrenti”.

La valutazione di quali siano le imprese concorrenti va fatta al momento della stipula del contratto di agenzia.

In altre parole, se al momento della stipula del contratto di agenzia la mandante trattava certi prodotti e non altri, e quindi l’agente ha assunto il mandato per conto di un’altra ditta che trattava prodotti non trattati dalla prima (e quindi non era sua concorrente), se la prima mandante poi amplia la gamma di prodotti inserendo una linea concorrente con quella del secondo mandato, non potrà pretendere (giuridicamente) che l’agente cessi tale mandato, perchè quando l’aveva preso l’agente era in regola. Allo stesso tempo, l’agente non potrà comunque trattare la linea di nuovi prodotti inseriti dalla prima mandante, perchè altrimenti andrebbe in violazione dell’obbligo di non concorrenza con la seconda ditta, e quindi dovrà limitarsi a proseguire nella vendita delle linee originarie.

Questo divieto di concorrenza durante il contratto non deve essere confuso con il “patto di non concorrenza” dopo che cessa il contratto di agenzia.

L'”obbligo di non concorrenza” durante il contratto è diverso dal “patto di non concorrenza” per quando il contratto cessa

Sono due divieti di non concorrenza diversi, nel senso che il primo è previsto in automatico dalla legge, può essere esteso anche oltre la zona e i prodotti assegnati, e non deve essere indennizzato a parte; il secondo invece deve essere previsto da un patto specifico inserito nel contratto di agenzia, non può andare oltre la zona e i prodotti assegnati (e se anche fosse previsto non varrebbe) e deve essere di regola pagato (per saperne di più sull’obbligo di pagamento del patto di non concorrenza dopo la cessazione del contratto puoi leggere anche Patto di non concorrenza agenti senza indennità: si può fare?).

Per ulteriori informazioni sul Contratto di Agenzia Plurimandatario puoi contattarci cliccando qui

Avv. Angela Tassinari

Avvocato Angela Tassinari Linkedin

 

  

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Contratto agente di commercio e il mantra “la legge dice che…”, detto dagli agenti che intendono far valere qualche diritto.

contratto agente di commercioA volte si tratta di riferimenti corretti, altre volte invece si tratta di “credenze” , riferite a cose che la legge non dice affatto, o, nella migliore delle ipotesi, riferite a “prassi” commerciali prive tuttavia di qualsiasi vincolatività per l’azienda.

Vediamone alcune credenze sul contratto agente di commercio.

Credenza n. 1
“Contratto agente di commercio e indennità di fine rapporto: l’agente ha diritto ad una indennità pari a 1 anno di provvigioni”

Non è previsto da nessuna parte. Nemmeno nel tanto invocato articolo 1751 del codice civile (articolo 17-51 come a volte si sente riferire). Tantomeno lo dice l'”Europa”.

La legge dice una cosa ben diversa: gli agenti di commercio hanno diritto (a certe condizioni che qui non tratteremo) alla fine del rapporto di agenzia “fino” a 1 anno di provvigioni come indennità. Il che è ben diverso dal dire che hanno diritto a “1 anno” e basta, potendo anche potenzialmente non aver diritto, ad alcuna indennità.

Credenza n. 2
“Contratto agente di commercio monomandatario:
spetta per legge un fisso/rimborso spese/acconto”

Si tratta di una prassi commerciale, legata al fatto che gli agenti di commercio monomandatari, specie all’inizio, operando per una sola azienda, rischiano di cominciare a guadagnare solo mesi dopo l’inizio del contratto di agenzia. Situazione che viene quindi compensata con l’erogazione di somme anche prima dell’effettiva maturazione delle provvigioni.

Se guardiamo però le norme del codice civile, nulla viene detto al riguardo. Il codice civile in particolare non parla affatto di retribuzione minima, fissa o acconti, tantomeno per il monomandatario. Semplicemente, non se ne occupa.

Gli Accordi Economici Collettivi del settore Commercio e Industria trattano invece la questione degli acconti senza distinguere tra agenti monomandatari o plurimandatari e in modo comunque diverso tra i due accordi.

In particolare, l’A.E.C. del Commercio 2009 (art. 7) disciplina gli acconti ma solo se nel contratto di agenzia è espressamente prevista la facoltà dell’agente di richiederli. Cosa che in pratica non succede quasi mai, nel senso che le aziende o disciplinano direttamente nel dettaglio gli acconti che intendono riconoscere, oppure non prevedono genericamente questa facoltà nel contratto di agenzia.

L’A.E.C.  dell’Industria 2014, invece, con una norma poco conosciuta e raramente applicata (art. 7), dice che l’agente (mono o plurimandatario che sia) ha diritto di chiedere degli anticipi, nel corso del trimestre, fino al 70% delle “provvigioni maturate”, anche se questa facoltà non è prevista in contratto.

La norma si riferisce anzitutto alle provvigioni “maturate” non “maturabili”, quindi su provvigioni che certamente alla fine del trimestre verranno pagate.

L’A.E.C. prosegue precisando peraltro che se il criterio di maturazione delle provvigioni è l'”incassato” (cioè la provvigione matura dopo che il cliente ha pagato), allora l’agente, ma solo a condizione ne faccia richiesta al momento della firma del contratto di agenzia (quindi prima di firmarlo) ha diritto di chiedere, in alternativa al criterio del 70% sull’effettivo maturato, la liquidazione di anticipi nella misura del 50% delle provvigioni relative ad affari, non ancora incassati ma che prevedano un pagamento non oltre 90 giorni, e nella misura del 35% per quegli affari che prevedono un pagamento tra i 90 e i 120 giorni.

Quindi, solo nel caso in cui il contratto sia disciplinato dall’A.E.C. settore Industria, l’agente, anche se l’azienda non l’ha previsto, avrebbe diritto di pretendere un acconto, ma nei limiti e alle condizioni sopra descritte, e quindi comunque non in forma di fissi o minimi.

Se nel contratto non è stato previsto nulla, nel corso del rapporto di agenzia l’agente potrà richiedere dunque acconti solo se l’azienda è d’accordo.

P.S. A proposito, se riconosci acconti ai tuoi agenti, sai come effettuare i conguagli in modo corretto? Se hai qualche dubbio ti suggerisco di leggere Acconto provvigioni agenti: come gestire i conguagli.

Credenza n. 3
“Contratto agente di commercio “società” e pensionamento del socio: L’agente ha diritto all’indennità suppletiva di clientela

Le società non vanno in pensione.

Di questo argomento abbiamo trattato più approfonditamente qui, ma vale la pena ribadirlo sin d’ora.

Se l’agente sceglie come forma per operare quella della società, non potrà poi chiedere che gli vengano riconosciuti i trattamenti che invece sono previsti per loro natura agli agenti di commercio che operano in forma individuale.

La società infatti NON è il suo socio, e può sopravvivergli. Quindi non si ammala, non si infortuna e non va in pensione.

Se quindi l’agente s.n.c. o s.a.s. da’ le dimissioni perchè il socio va in pensione pensando di poter richiedere l’indennità di fine rapporto, invece così facendo la perderà, perchè le dimissioni saranno considerate come un recesso ordinario su iniziativa dell’agente, che per definizione comporta la perdita del diritto alle indennità di fine rapporto (FIRR a parte)

Credenza n. 4
“Contratto agente di commercio e provvigioni sull’incassato: Non si può più fare”

Questa frase si sente ormai un po’ meno, ma per diverso tempo gli agenti di commercio hanno davvero creduto che la legge fosse cambiata nel senso che fosse diventato vietato per l’azienda pagare le provvigioni solo dopo che il cliente aveva pagato.

E’ vero che la legge è stata cambiata, ma non in questo modo.

La legge (art. 1748 c.c.) è stata cambiata nel senso che se prima il criterio di base, se nessuna delle parti lo specificava, era l'”incassato”, ora invece, se le parti non dicono nulla o nulla di diverso nel contratto, è diventato il “fatturato”.

Tuttavia, l’art. 1748 c.c. fa espressamente salva “la diversa volontà delle parti”. Sicchè è sufficiente che in contratto sia specificato che la provvigione matura dopo che il cliente ha pagato per essere una pattuizione del tutto valida (naturalmente rimane fermo il principio che se il cliente non paga per colpa della mandante – ad esempio perchè il prodotto era difettoso – la provvigione matura lo stesso, ma si tratta di un principio che vale ora come in passato).

Credenza n. 5
“Contratto agente di commercio e patto di non concorrenza per il periodo successivo alla cessazione del contratto: se non è previsto il pagamento dell’ indennità allora è nullo

Non è così. Questo principio sarebbe valido per i venditori dipendenti, ma non per i venditori agenti di commercio.

L’art. 1751 bis del codice civile, che disciplina il patto di non concorrenza degli agenti di commercio per il periodo successivo alla cessazione del rapporto di agenzia, prevede infatti espressamente che se il compenso non è determinato dalle parti allora sarà stabilito dal Giudice.

Il patto quindi rimane valido e l’agente avrà (solo) diritto di chiedere il pagamento del compenso (per i casi in cui addirittura l’agente non ha diritto ad alcun compenso leggi il mio post Patto di non concorrenza agenti senza indennità: Si può fare?)

Semmai, se dopo aver richiesto il pagamento del compenso, con una intimazione opportunamente formulata ai sensi dell’art. 1454 c.c. (cioè non  con una intimazione “ordinaria”, ma con altro strumento che si chiama “diffida ad adempire” con espresso richiamo a tale norma o ai suoi effetti)  l’azienda non lo paga, solo allora l’agente potrà considerare risolto il patto di non concorrenza e tornare libero ad operare anche per la concorrenza dopo la cessazione del contratto di agenzia.

Per ulteriori informazioni, puoi contattarci, cliccando qui

Avv. Angela Tassinari

Avvocato Angela Tassinari Linkedin

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Vuoi comunicare una riduzione della provvigione (ma anche della zona, dei clienti o dei prodotti) al tuo agente anche se lui non è d’accordo? Ecco come farlo correttamente.

riduzione della provvigione

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Si dice che il contratto di agenzia ha forza di legge tra le parti. Questo vuole dire che in linea di principio le clausole del contratto si possono modificare solo se tutte e due le parti sono d’accordo.

Se una parte modifica una condizione del contratto senza il consenso dell’altra, di regola la modifica non è valida e rischia di esporre chi l’ha fatta a contestazioni e danni.

La stessa regola vale anche per i contratti di agenzia.

L’azienda non può modificare a piacimento le clausole del contratto e quindi, ad esempio, fare una riduzione di zona, togliere clienti o applicare una riduzione della provvigione.

D’altra parte, l’agente non può decidere di aumentarsi la provvigione a piacimento, o no?

C’e però un’eccezione a questa regola contenuta (solo) negli Accordi Economici Collettivi (A.E.C.), cioè nei “contratti collettivi” degli agenti di commercio.

Nei due A.E.C. principali, quello del settore Industria e quello del settore Commercio (ricorda che in tutto, di A.E.C., ce ne sono ben 15 di diversi!), è previsto che, entro precisi limiti, l’azienda possa ridurre unilateralmente, cioè anche senza il consenso dell’agente, zona, clienti, prodotti e provvigioni.

Si tratta come detto di una eccezione alla regola prevista solo negli A.E.C..

Il presupposto dunque perchè questa eccezione sia applicabile è che il contratto di agenzia sia espressamente regolato da uno dei due A.E.C..

Ciò non è scontato, perchè, diversamente da quanto si crede, l’applicazione dell’A.E.C. non è automatica, ma è dovuta solo in due casi:

1. se l’azienda è iscritta ad una associazione di categoria che ha firmato tali A.E.C. (es. Confindustria per l’A.E.C. del settore Industria 2014

2. se l’azienda, pur non essendo iscritta a nessuna associazione di categoria, ha previsto espressamente nel contratto di agenzia  che si applica l’A.E.C.

Al di fuori di questi due casi (cioè se l’azienda non è iscritta a nessuna associazione di categoria e nel contratto non vi è un richiamo espresso all’A.E.C.) il contratto sarebbe disciplinato direttamente dal Codice Civile che NON prevede alcuna facoltà per l’azienda di modificare unilateralmente il contratto di agenzia, e quindi una riduzione di zona senza consenso non sarebbe ammessa (al più bisognerebbe prevedere delle clausole specifiche nel contratto di agenzia, la cui validità però non è certa).

In tal caso dunque non potranno trovare applicazione le regole dell’A.E.C. che stiamo per vedere e l’azienda dovrà di volta in volta far firmare per accettazione la variazione.

Se il contratto di agenzia è regolato solo dal Codice Civile non puoi attuare una riduzione della provvigione senza il consenso dell’agente

Se si applicano invece gli A.E.C. vediamo come hanno regolato la facoltà dell’azienda di fare riduzioni.

1. A.E.C. settore Industria 2014

Per l’A.E.C. settore Industria 2014, l’art. 2 prevede che l’azienda possa fare una riduzione della provvigione, zona, prodotti o clienti in questo modo: se la variazione incide fino al 5% delle provvigioni dell’anno precedente (cioè se facendo una simulazione sull’anno precedente l’agente avrebbe percepito minori provvigioni entro il 5%) allora basta una comunicazione scritta senza necessità di preavviso.

Le cose si complicano se l’incidenza della variazione supera il 5% perché l’agente può, entro 30 giorni da quando riceve la comunicazione di recesso, comunicare che non l’accetta e far saltare TUTTO il contratto per colpa dell’azienda che dovrà quindi pagargli le indennità di fine rapporto.

In sostanza, in questo caso, l’agente, se non vuole accettare la variazione, non può limitarsi a rifiutarla ma DEVE anche interrompere tutto il rapporto, sia pure per colpa della mandante.

Se entro 30 giorni dalla comunicazione della variazione l’agente non dichiara interrotto il contratto, oppure si limita a dire che non accetta la variazione ma non specifica che quindi considera interrotto tutto il rapporto, la variazione si intende accettata.

Per le variazioni che superano il 5%, la variazione va comunicata con un preavviso di mesi 2 (plurimandatario) o 4 (monomandatario) se è compresa tra il 5% e il 15%, o con lo stesso preavviso che sarebbe necessario a cessare il rapporto se la variazione supera il 15%.

Si tratta di una novità per l’A.E.C. del settore Industria, perché fino al 2014 prevedeva una disciplina diversa (e che era uguale a quella dell’A.E.C. del settore Commercio 2009)

Quindi, per riepilogare:

– per variazioni fino al 5% variazione libera senza preavviso

– per variazioni tra il 5% e il 15% la variazione deve essere anticipata da un preavviso di mesi 2 se pluri o 4 se mono. L’agente, entro 30 giorni da quando riceve la comunicazione, può comunicare di non accettare la variazione dichiarando interrotto TUTTO il contratto

– per variazioni oltre il 15% la variazione deve essere anticipata da un preavviso pari a quello che servirebbe per far cessare il rapporto. L’agente entro 30 giorni può comunicare di non accettare la variazione dichiarando interrotto TUTTO il contratto.

L’A.E.C. non prevede la possibilità che il preavviso venga sostituito con una indennità sostitutiva e quindi, a rigore, il preavviso andrebbe fatto lavorare. Tuttavia, la prassi e la più recente giurisprudenza consentono di sostituire il preavviso con una indennità e quindi, tendenzialmente, non sorgono questioni se l’azienda comunque intende far partire la variazione subito pagando l’indennità sostitutiva del preavviso. Per il relativo calcolo si potranno utilizzare i criteri dell’A.E.C. del Commercio

2. A.E.C. settore Commercio 2009

Riguardo l’A.E.C. settore Commercio, l’art. 3, prevede

– per variazioni fino al 5% variazione libera senza preavviso;

– per variazioni tra il 5% e il 20% la variazione deve essere solo anticipata da un preavviso di mesi 2 se pluri o 4 se mono, senza che l’agente possa rifiutarla

– solo per variazioni oltre il 20% l’agente può rifiutare la variazione dichiarando interrotto TUTTO il rapporto. Il preavviso dovuto sarà pari a quello che servirebbe per far cessare il rapporto. Se entro 30 giorni l’agente non dichiara interrotto il rapporto la variazione si intende accettata.

Per l’A.E.C. del Commercio il preavviso può essere sostituito da una indennità sostitutiva pari a tante mensilità quante sono le provvigioni che l’agente aveva maturato nell’anno precedente sulla zona, clienti, provvigioni, prodotti che sono stati tolti.

In entrambi gli A.E.C. è previsto che più variazioni in un certo periodo di tempo (18 mesi in caso di plurimandatario o 24 mesi in caso di monomandatario) si sommino tra loro, per evitare la strategia del “carciofo”.

Più riduzioni della provvigione in un certo periodo di tempo si sommano

Prima di procedere con una riduzione della provvigione è bene dunque calcolare esattamente quanto incide e quanto costerebbe se l’agente non l’accettasse.

Inoltre è molto importante seguire le regole sopra descritte, poichè una variazione malfatta può esporre l’azienda al rischio di pagare tutte le differenze provvigionali. Si ricorda che l’agente ha 5 anni di tempo per chiedere il pagamento di tali differenze provvigionali.

In ultimo, senza un preventivo accordo con l’agente, è fortemente sconsigliata la prassi di inviare la comunicazione nella forma della lettera che l’agente deve restituire firmata per accettazione, anzichè nella forma della comunicazione unilaterale. Si tratta di due ipotesi tecnicamente diverse: la prima è una “proposta” che l’agente può o non può accettare. La seconda invece, essendo “unilaterale”, vale appena arriva all’agente anche se lui non la firma per accettazione.

Dunque, nel primo caso, se l’agente poi non restituisce la lettera firmata per accettazione, la variazione rimane tecnicamente “sospesa” e se viene praticata lo stesso, l’azienda corre il rischio che un domani l’agente dica di non aver mai accettato nulla e chieda le differenze.

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Avv. Angela Tassinari

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Stai per stipulare un nuovo mandato di agenzia? Ti spiego quali sono le prime cose da verificare

1) L’agente ha la partita IVA?

mandato di agenzia

Sembra una domanda banale, ma ultimamente mi sto rendendo conto che non è cosi.

Mi sono occupata di diversi casi in cui la persona interessata a fare l’agente di commercio proviene da esperienze completamente diverse, o, quantomeno, ha sempre operato come dipendente, e quindi, quando si candida, non ha ancora aperto la partita IVA.

Ma soprattutto, non ha intenzione di aprirla. Se non prima di aver “provato” come è fare l’agente.

Ecco, se non c’è la disponibilità ad aprire subito la partita IVA, ti devo suggerire di non andare oltre.

Se la persona non ha ancora la partita IVA sappi che non può svolgere alcuna attività di tipo stabile o continuativo, tantomeno qualcosa che assomigli a quella di un venditore come lo stai cercando tu.

2) L’agente è iscritto alla Camera di Commercio come “agente di commercio”?

Questo naturalmente presuppone che almeno la partita IVA ce l’abbia. Ma non è sufficiente.

E’ anche necessario che sia iscritto o almeno possa iscriversi alla camera di commercio come agente di commercio.
Per iscriversi alla Camera di Commercio come agente di commercio, la persona deve avere certi requisiti professionali (oltre ad essere moralmente irreprensibile)

Questi requisiti sono:
– che abbia già lavorato come venditore negli ultimi 2 anni oppure
– che abbia un diploma di scuola superiore di indirizzo commerciale o una laurea in materia economica o giuridica (sui siti delle camere di commercio c’è l’elenco esatto) oppure
– che abbia frequentato un corso organizzato dalla Regione
Solo i primi 2 gli consentono di potersi iscrivere subito alla Camera di Commercio e quindi di operare subito come agente.
Se deve invece fare il corso, armati di pazienza. Qualche mese ci vuole.

E se è in attesa di poter stipulare il mandato di agenzia, che fare?

Attenzione ai falsi miti del procacciatore d’affari, magari con scritto proprio: “in attesa che si iscriva alla Camera di Commercio”. Ecco, quella è la prova provata che lo stai facendo lavorare come agente senza che possa farlo.

Il procacciamento d’affari va usato con parsimonia. L’Enasarco, in caso di ispezione, quando vede che il procacciamento è seguito subito dopo da un contratto di agenzia, e magari proprio perché prima non poteva farlo, è molto invogliata a considerare anche il periodo precedente come di agenzia e quindi a chiedere la regolarizzazione del rapporto.

Quindi che almeno si tratti di un periodo breve dove la “produttività” è effettivamente contenuta e saltuaria.

Non dargli quindi contratti di procacciamento con tanto di minimi di vendita, fissi mensili, esclusiva di zona, obblighi a non finire.

Ricorda: il procacciatore se vuole va a vendere se non vuole può stare a casa. Senza che tu possa dirgli nulla.

Ma poi: davvero non puoi aspettare che sia tutto in ordine?

Attenzione poi che se la Camera di Commercio scopre che lo stai facendo lavorare come agente sanziona te e lui e gli sospende l’attività.

3) L’agente ha in corso un contratto di monomandatario con un’altra casa? 

In questo caso il tuo agente è fatto e finito. Ed anzi, sta già lavorando per altri.

Sta talmente lavorando per altri che ha persino un contratto di monomandato.

E quindi NON può lavorare anche per te contemporaneamente.

Non è che tu non sei geloso e quindi non ti importa.

Il fatto è che l’Enasarco, quando poi vai ad iscriverlo, ti rifiuta l’iscrizione perché vede che è iscritto come monomandatario con un’altra ditta e quindi non può accettare due mandati contemporaneamente.

Questo magari lo scopri quando l’hai già inviato in missione con cataloghi, copie commissioni, campionario …

Verificalo prima!

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Avv. Angela Tassinari

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Provvigioni agenti: sono la  contropartita per l’attività svolta dagli agenti di commercio.

Provvigioni agentiDi seguito, troverai spiegato meglio i principi che, come casa mandante, devi sapere sulle provvigioni agenti di commercio e su come puoi calcolarle.

Come vedrai, trattandosi di agenti di commercio e non di venditori dipendenti, le pattuizioni sul calcolo delle provvigioni agenti sono molto libere.

Proprio però perchè le pattuizioni sul calcolo delle provvigioni agenti di commercio sono molto libere, è importante che la casa mandante abbia le idee chiare al riguardo.

Ecco le cose che devi sapere.

Provvigioni agenti: i principi

Le provvigioni agenti devono variare in base alle vendite procurate

Ho accennato sopra che le provvigioni degli agenti sono il compenso per l’attività che essi svolgono.

Per attività svolta dagli agenti si intende anzitutto la loro attività principale, quella cioè che la legge prevede che facciano: promuovere le vendite.

E poiché si tratta di agenti di commercio (e non di lavoratori dipendenti), il compenso non solo può, ma deve (per lo meno principalmente) dipendere dagli ordini che essi procurano.

L’agente di commercio, infatti, è un piccolo imprenditore a tutti gli effetti e quindi la sua attività deve rimanere soggetta al “rischio d’impresa”.

Di conseguenza, per legge, gli agenti di commercio se vendono guadagnano, se non vendono non guadagnano (o per lo meno, non dovrebbero guadagnare comunque anche se non vendono).

La legge non prevede provvigioni minime

Una volta chiaro il principio per cui la provvigione agenti deve essere principalmente variabile in base agli ordini, il calcolo della provvigione agenti può essere liberamente determinata dalle parti e non è soggetto ad alcun minimo tabellare o altra normativa inderogabile (come invece ad esempio succede per venditori dipendenti).

Qualsiasi clausola o patto relativo alla quantificazione o al calcolo delle provvigioni agenti sono quindi di regola validi.

Nullità delle clausole che consentono alla mandante di variare le provvigioni a piacimento

Unico limite: una clausola che consentisse alla mandante di variare la provvigione a suo totale piacimento. Una clausola di questo tipo sarebbe nulla. Eventuali variazioni senza accettazione dell’agente si possono validamente fare solo rispettando precise regole previste dagli Accordi Economici Collettivi in caso di riduzioni unilaterali

Forma delle provvigioni agenti

Ma quali forme possono assumere la provvigione degli agenti?

Una volta rispettato il principio in base al quale il compenso dell’agente deve dipendere principalmente dagli affari che egli procura, la forma della provvigione e la modalità di calcolo delle provvigioni agenti è, come detto, liberamente determinabile dalle parti.

Ti mostro le forme più frequenti

Forma percentuale

La forma più utilizzata è senz’altro quella della previsione di una percentuale sul valore dell’ordine (ad es.: 3%, 10% ecc.).

La misura della percentuale è lasciata all’accordo delle parti.

Se è prevista la possibilità di concedere “sconti”, nulla vieta, ed anzi è opportuno, che venga prevista una “scaletta” delle misura percentuale in base alla scontistica praticata.

E’ infatti del tutto legittimo che la provvigione diminuisca al diminuire del valore dell’affare. Con esso si riduce infatti anche il tuo margine di guadagno, che subirebbe un ulteriore decremento se la provvigione rimanesse “piena”.

Tale principio peraltro si ritiene talmente scontato che talvolta le aziende sono portate a considerarlo implicito e a non disciplinare espressamente alcuna scaletta, sul presupposto che sia “normale” che la provvigione diminuisca al diminuire del valore dell’ordine, e quindi che possano riconoscere all’agente una provvigione più bassa, liberamente determinata dal preponente stesso.

Ti sconsiglio fortemente tale pratica. Infatti, se non prevedi una regolamentazione specifica, l’agente potrebbe mantenere il diritto alla provvigione “piena” anche se l’ordine fosse stato concluso per un importo inferiore a quello che avevi utilizzato per determinare la percentuale “base” della provvigione.

Sovrapprezzo

Se la forma percentuale è la più utilizzata e magari è quella che utilizzi anche tu, nulla ti vieta tuttavia di prevedere forme diverse.

Ad esempio, è possibile prevedere che la provvigione dell’agente consista in un sovrapprezzo, vale a dire nella differenza tra il prezzo minimo di vendita stabilito dal preponente e l’importo superiore al quale l’agente riesce invece a vendere (ad es.: prezzo vendita Euro 10,00 – l’agente procura l’ordine per 15,00 – provvigione = 5,00 (15,00 – 10,00).

Importo fisso per ogni ordine

E’ anche possibile prevedere il riconoscimento di un importo fisso per ciascun ordine procurato (ad es. 200,00 euro a ordine).

Il corrispettivo si intende riferito a ciascun singolo affare.

Tale trattamento non va confuso con il riconoscimento di un importo totalmente fisso a prescindere dagli affari procurati.

Un trattamento fisso così stabilito andrebbe in violazione del principio della variabilità del compenso in base agli ordini e comprometterebbe la natura del rapporto (di regola in favore di un rapporto di lavoro subordinato).

Ti sconsiglio anche di prevedere corrispettivi, sia pure variabili, genericamente attribuiti al “valore” dell’attività svolta dall’agente per scaglioni di fatturato procurato al preponente.

Piuttosto, in questi casi, puoi usare la forma che segue.

Provvigione base + provvigione aggiuntiva al raggiungimento di un target di fatturato

Se la tua esigenza è quella di aumentare la provvigione in base al volume d’affari procurato, la soluzione che ritengo più compatibile è quella di prevedere una provvigione “base”, ad esempio 3% su tutti gli affari, e poi una “provvigione aggiuntiva” al raggiungimento di determinate soglie di fatturato annuo.

Ad esempio:
Provvigione base: 3%
Provvigione aggiuntiva:
-0,5% sugli ordini fatturati da euro 100.000 a euro 200.000
-1% sugli ordini fatturati da euro 200.000,01 a euro 300.000
ecc.

La verifica e il calcolo della provvigione aggiuntiva può essere fatto entro x giorni dell’anno successivo (esempio entro il 31 marzo)

Laddove si riscontrasse il superamento già in corso d’anno della o delle soglie previste, nulla vieterebbe poi di anticipare il riconoscimento della provvigione aggiuntiva.

Forme miste con fisso e variabile

Con cautela, puoi prevedere che le provvigioni agenti siano costituite da una parte fissa (indipendente dagli ordini procurati) e da una variabile.

La cautela consiste nel fatto che la parte fissa non deve diventare l’elemento prevalente del compenso.

Se infatti la maggior parte del compenso dell’agente fosse sistematicamente slegato dagli ordini procurati, l’agente verrebbe sollevato dal rischio d’impresa e questo potrebbe snaturare il rapporto di agenzia, trasformandolo ad esempio, come detto, in un contratto di lavoro dipendente.

E’ difficile stabilire a priori la misura massima di un compenso fisso, “compatibile” con il rapporto di agenzia.

Va valutata la proporzione del compenso fisso rispetto alla provvigione variabile, che a sua volta dipende dal volume degli ordini procurati.

Sulla proporzione, può incidere anche la “durata” del riconoscimento del compenso fisso.

Come regola, diciamo che più il fisso è elevato, più la sua durata deve essere limitata.

Più il fisso è, invece, di importo contenuto, tanto più può essere riconosciuto per lunghi periodi, anche per tutta la durata del rapporto.

Per “contenuto” si parla di qualche centinaia di euro (ad esempio, 500,00 massimo 1.000,00 euro). Per “elevato”, si parla di qualche migliaia di euro (ad esempio, 2 o 3 mila euro, talvolta anche 5 mila euro).

Forme miste: principali tipologie

Possono essere pattuite diverse forme di integrazione tra fisso e variabile.

Le ipotesi più frequenti che prevedono un’integrazione fisso/variabile possono essere le seguenti:

Fisso + provvigioni

In ques (to caso, l’importo fisso si aggiunge sempre alla provvigione contrattualmente pattuita. L’agente pertanto ha diritto alla provvigione prevista in contratto, a cui il preponente somma l’importo fisso concordato

Esempio
provvigione mensile in base alla percentuale: Euro 873,00
fisso provvigionale mensile: Euro 500,00
Totale provvigioni:  Euro 1.373,00

Minimo garantito (o integrazione provvigionale)

In questo caso, il preponente per un dato periodo si impegna ad integrare le provvigioni maturate dall’agente sino a concorrenza con la soglia provvigionale minima pattuita. Se le provvigioni agenti sono quindi superiori al trattamento minimo, il preponente non è tenuto ad alcuna integrazione ma a riconoscere le provvigioni effettivamente maturate.

Esempio:
trattamento minimo: Euro 2.500,00
Provvigioni maturate: Euro 500,00
Importo dovuto: Euro 2.500,00
Integrazione provvigionale: Euro 2.000,00

oppure

trattamento minimo: Euro 2.500,00
Provvigioni maturate: Euro 2.700,00
Importo dovuto: Euro 2.700,00
Integrazione provvigionale: nessuna

Anticipazioni provvigionali o acconti

Spesso sono considerate tra le forme miste anche il riconoscimento di anticipazioni o acconti provvigionali.

Tuttavia, il riconoscimento di anticipazioni provvigionali è una ipotesi molto diversa dal riconoscimento di un fisso o di un minimo garantito.

Il fisso o il minimo garantito infatti sono “a fondo perduto”.

L’anticipazione provvigionale, invece, di fatto è un “prestito” all’agente che quindi deve essere conguagliato con le provvigioni effettivamente maturate, e, in mancanza, deve (andrebbe) recuperato.

La gestione degli anticipi richiede quindi molta attenzione e massima accortezza da parte delle case mandanti, specie nelle fasi iniziali del rapporto o  nei confronti di agenti non particolarmente performanti, per evitare di incorrere nel rischio di rimanere esposte.

Inoltre, gli anticipi vanno correttamente gestiti anche sotto il profilo Enasarco.

Se sei una casa mandante che riconosce anticipazioni provvigionali, trovi esattamente spiegato più a fondo in questo post cosa devi fare per gestire correttamente i conguagli, anche fiscalmente e previdenzialmente, e recuperare gli anticipi.

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Avv. Angela Tassinari

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