Periodo di Prova Agenti di Commercio: quali requisiti?

Periodo di Prova Agenti di Commercio: quali requisiti?

periodo di prova agenti di commercioPeriodo di prova agenti di commercio: è possibile “provare” l’agente?

La risposta è affermativa, ma a certe condizioni.

Anzitutto bisogna fare una distinzione.

Bisogna cioè distinguere tra la “prassi” di alcune aziende di provare l’agente a vario titolo prima di stipulare il contratto di agenzia e la prova inserita invece nel contratto di agenzia.

Il primo tipo di “prova” generalmente viene effettuato inquadrando il “futuro” agente come procacciatore, segnalatore, consulente, prestatore d’opera occasionale ecc.

Questo tipo di prova, tuttavia, nove volte su dieci non è corretto.

Periodo di prova agenti di commercio: attenzione alla prova prima del contratto

E ciò per un semplice motivo: se l’agente sta già di fatto facendo l’agente senza un contratto di agenzia c’è qualcosa che non va.

Al riguardo non mi stancherò mai di ricordare una cosa: non è il tipo di contratto utilizzato che determina se il rapporto è di procacciamento, segnalazione, agenzia ecc., ma è il modo con cui viene svolto in concreto il rapporto che determina quale sia il tipo di contratto giusto da applicare.

Di conseguenza, se il modo con si svolge il rapporto presenta le caratteristiche proprie di un certo tipo di contratto, questo contratto prevale su quello diverso che hanno utilizzato le parti.

Il modo con cui si svolge in concreto un rapporto prevale sul tipo di contratto usato dalle parti

Poichè ogni contratto ha le proprie caratteristiche, non è giuridicamente ammesso che si possano fare contratti di tipo diverso a parità di caratteristiche.

Se dunque, per “provare” l’agente prima di fargli il contratto di agenzia, lo nomino come procacciatore, facendogli fare nella sostanza le stesse cose che farebbe se avesse un contratto di agenzia, il contratto di procacciamento non è valido.

Sulla questione della differenza tra procacciatore e agente e sulle conseguenze di utilizzare un contratto non corretto ti suggerisco di leggere questo post.

La “prova” dell’agente prima di stipulare il contratto di agenzia, tuttavia, non è l’unica modalità possibile per conoscere e valutare le capacità dell’agente.

Ve n’è un’altra decisamente meno rischiosa.

Anche se la legge non ne parla, la Cassazione ha ritenuto che sia lecito e possibile inserire all’interno del contratto di agenzia una specifica clausola che preveda un “patto di prova ” per il periodo iniziale del contratto (Cass. civ. Sez. lavoro, 22/01/1991, n. 544).

Anche gli Accordi Economici Collettivi ne fanno un rapido accenno, implicitamente ritenendo lecito il periodo di prova agenti di commercio, quando parlano dei contratti a tempo determinato (A.E.C.  settore Industria 2014 art. 4 e A.E.C. settore Commercio 2009 art. 2)

In particolare, è possibile prevedere sia nel contratto di agenzia a tempo indeterminato sia in quello a tempo determinato un periodo durante il quale le parti possono liberamente conoscersi e valutarsi ed interrompere il rapporto senza necessità di riconoscere il preavviso (o di riconoscere le provvigioni mancanti fino alla scadenza, in caso di contratto a tempo determinato).

E’ vero che durante il patto di prova il contratto di agenzia è tale a tutti gli effetti, e dunque ne andrà regolarmente comunicato l’inizio e la cessazione all’Enasarco, così come dovranno essere versati i relativi contributi.

Tuttavia l’onere contributivo è onere del tutto contenuto se paragonato ai rischi della “prova” effettuata al fuori dal contratto.

Il contratto di agenzia “in prova” va iscritto all’Enasarco

Quali sono i requisiti da rispettare perchè il periodo di prova agenti di commercio previsto nel contratto sia valido?

  1. anzitutto, la relativa clausola deve essere espressamente prevista nel contratto (non esiste un patto di prova “implicito”)
  2. la relativa durata sia limitata, la giurisprudenza dice, “al tempo necessario e sufficiente per compiere la valutazione”. Tradotto più semplicemente, si suggerisce di non eccedere i mesi 6 di durata. Periodi più lunghi non sono vietati in assoluto ma più il periodo si allunga più è necessario che sia giustificato da particolari caratteristiche dell’attività di promozione e del mercato di riferimento.
  3. la facoltà di recedere durante il patto di prova deve essere concessa a entrambe le parti
  4. in caso di successione consecutiva di contratti, varrà solo il patto di prova contenuto nel primo contratto (per l’ovvia ragione che dopo il primo periodo di prova l’agente deve ormai ritenersi “provato”) (così e comunque detto espressamente anche da A.E.C. settore Industria 2014 art. 4 e A.E.C. setetore Commercio 2009 art. 2)

E’ inoltre opportuno prevedere che il rapporto possa essere cessato anche in qualsiasi momento durante il periodo di prova, per evitare di dover attendere la scadenza del patto.

E le indennità di fine rapporto?

Al momento, secondo la giurisprudenza italiana, in caso di interruzione del contratto durante il periodo di prova non è dovuta l’indennità di fine rapporto (Tribunale di Torino 7.7.2004) (a mio avviso eccetto il F.I.R.R. se il contratto è disciplinato dagli A.E:C. o la mandante aderisce a una associazione di categoria).

Ad oggi, se il contratto di agenzia cessa per mancato superamento della prova, non sono dovute le indennità di fine rapporto

La Corte di Giustizia Europea peraltro è stata di recente interpellata dalla Corte di Cassazione francese (sentenza 6.12.2016) perchè si esprima sulla compatibilità dell’esclusione del diritto all’indennità di fine rapporto in caso di cessazione del contratto per mancato superamento della prova, con il diritto all’indennità di fine rapporto previsto dalla Direttiva CEE 86/653 sugli agenti di commercio.

In ogni caso, anche qualora la Corte di Giustizia si pronunci nel senso di ritenere dovuta l’indennità di fine rapporto, considerato il motivo dell’interruzione del rapporto – mancato superamento della prova da parte dell’agente – e supponendo dunque che l’andamento del rapporto sia stato insufficiente, anche l’eventuale rischio economico delle indennità sembra destinato comunque a rimanere del tutto contenuto.
*  *  *
Se vuoi saperne di più su “periodo di prova agenti di commercio” puoi contattarci cliccando qui

Avv. Angela Tassinari

Avvocato Angela Tassinari Linkedin

    Ti potrebbe anche interessare

    Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi