Patto di non concorrenza agenti senza indennità: Si può fare?

Patto di non concorrenza agenti senza indennità: Si può fare?

Patto di non concorrenza agenti: Tema tutt’altro che appassionante perchè per il periodo successivo alla cessazione del contratto è, di regola, a pagamento. Ma è sempre così?

patto di non concorrenza agentiQuesto vale naturalmente solo se nel contratto è previsto espressamente il patto di non concorrenza.

L’azienda, in particolare dal 1.6.2001, per obbligare l’agente a non lavorare per la concorrenza dopo che se ne va, per legge lo deve pagare (art. 1751-bis codice civile modificato con la legge comunitaria 29.12.2000, n. 422) .

Prima di questa data, il patto di non concorrenza era gratuito per l’azienda, cioè il patto non prevedeva compenso e quindi l’agente si impegnava senza dover avere nulla in cambio.

Dal 2001, invece, la legge, come detto, ha previsto un compenso.

La misura non è direttamente stabilita dalla legge ma è prevista dagli Accordi Economici Collettivi (o, in mancanza, dal Giudice che però può fare riferimento anche agli Accordi Collettivi) e può essere anche piuttosto costoso.

Ad esempio: per l’Accordo Economico del settore Commercio 2009 (gli Accordi Economici sono almeno 15 e quindi è importante capire quale è quello esattamente richiamato nel contratto di agenzia!), un agente monomandatario, con una anzianità di servizio fino a 5 anni e un patto di non concorrenza di 2 anni, ha diritto a circa 10 mesi di provvigioni!

Considerato che questo compenso si aggiunge alle indennità di fine rapporto se dovute (cioè se è l’azienda che di sua iniziativa interrompe il contratto), l’importo complessivo può arrivare a cifre considerevoli.

Il compenso per il patto di non concorrenza
si aggiunge alle indennità di fine rapporto

La prima cosa quindi è senz’altro capire se, valutati costi/benefici, valga davvero la pena la pena impegnarsi per importi di questo tipo.

Ma prima ancora di questo,
sapevi che ci sono casi in cui il patto è ancora gratuito?

Ci sono infatti delle ipotesi in cui è ancora possibile che il patto di non concorrenza sia “gratis“, ovvero che la tua azienda non debba pagare nulla all’agente.

Ci sono 2 ipotesi.

Una è prevista direttamente dalla legge, l’altra dalla giurisprudenza.

Patto di non concorrenza agenti – Prima ipotesi

La Legge Comunitaria n. 422/2000 che ha introdotto l’obbligo del compenso, ha previsto espressamente alcune esclusioni da questo obbligo quando l’agente sia una società di capitali (s.r.l. o S.p.A.). Esclusioni che poi sono state riprese (e “ristrette”) dagli Accordi Economici Collettivi.

In particolare, in base ai due principali Accordi Economici Collettivi settore Commercio 2009 e settore Industria 2014, le esclusioni sono le seguenti:

L’Accordo Economico Commercio 2009 esclude (solo) gli agenti organizzati come S.p.A. con 2 o più soci (quindi agenti in forma di s.r.l., con qualsiasi numero di soci, o di S.p.A. con un socio hanno diritto al compenso).

L’Accordo Economico Industria 2014, invece, esclude gli agenti organizzati sia come S.p.A., sia come s.r.l., con 2 o più soci (quindi hanno diritto al compenso solo gli agenti s.r.l. con un unico socio e le S.p.A. con un unico socio).

Se l’agente è una società di capitali
gli Accordi Economici Collettivi prevedono deroghe all’obbligo di pagare il patto di non concorrenza

Patto di non concorrenza agenti – Seconda ipotesi

Oltre a queste esclusioni previste dalla legge, anche la giurisprudenza ha preso posizione su un’altra ipotesi.

Una recente sentenza della Cassazione (la sentenza del 1.6.2015, n. 12127) ha infatti risolto una annosa questione riguardo tutti quei contratti di agenzia iniziati prima del 1.6.2001 (la data cioè dalla quale il patto è diventato a pagamento.

Infatti, siccome il patto in origine era gratuito, tanti contratti avevano inserito questa clausola di default anche se non vi era davvero pericolo o interesse (perchè tanto non costava nulla).

Quando il patto è diventato a pagamento, le aziende si sono quindi trovate esposte al rischio di dover pagare tutti quei patti inseriti nei contratti che erano in corso alla data del 1.6.2001 che fossero cessati dopo quella data.

La Cassazione invece ha finalmente stabilito che se il contratto di agenzia è stato stipulato prima del 1.6.2001 senza prevedere alcun compenso, anche se cessa dopo questa data il patto continua a rimanere gratuito, perchè la legge in vigore quando il contratto era stato stipulato non prevedeva l’obbligo di pagare l’agente.

Se il contratto di agenzia è iniziato prima del 1.6.2001
il patto di non concorrenza agenti rimane gratuito

Naturalmente il principio vale se il contratto è rimasto sempre lo stesso in vigore prima del 1.6.2001.

Il principio invece non vale più se, pur essendo il rapporto inziato prima del 1.6.2001, il testo del contratto sia stato cambiato dopo il 1.6.2001 con un altro testo in cui è stata ribadita la clausola del patto di non concorrenza.

Molte ulteriori questioni riguardano il patto di non concorrenza agenti, come ad esempio se si possa pagare il compenso solo alla fine del periodo stabilito per la non concorrenza, o se si possa pagare a rate, o se possa riguardare anche zone ulteriori rispetto a quelle stabilite nel contratto di agenzia, ma soprattutto, per i casi in cui è dovuto, quanto potrebbe costare realmente e se ne valga la pena in base ai benefici.

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Avv. Angela Tassinari

Avvocato Angela Tassinari Linkedin

 

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