Indennità di fine rapporto agenti: non sempre è dovuta

Indennità di fine rapporto agenti: non sempre è dovuta

Indennità di fine rapporto agenti di commercio: quando è dovuta?

indennità di fine rapportoL’indennità di fine rapporto degli agenti di commercio è in pratica come il T.F.R. dei dipendenti, con una sostanziale differenza: non è sempre dovuta.

Nella sostanza, l’indennità di fine rapporto è dovuta solo se il contratto cessa non per colpa dell’agente.

Quando invece la cessazione del contratto avviene è per “colpa” dell’agente, l’indennità di fine rapporto non è più dovuta.

L’indennità di fine rapporto è dovuta se il rapporto cessa non per colpa dell’agente

Se l’agente quindi comunica le “dimissioni” di propria iniziativa (magari perchè ha trovato un’altra azienda presso la quale operare) “perde” l’indennità di fine rapporto, perchè il contratto in questo caso cessa per causa sua.

Se invece l’agente cessa il contratto per giusta causa perchè la mandante non gli sta pagando le provvigioni, in tal caso avrebbe diritto all’indennità di fine rapporto perchè, anche se ha comunicato lui le “dimissioni”, non è stato per causa sua ma per “colpa” della mandante.

Allo stesso modo, se la mandante comunica il recesso dal contratto di agenzia perchè non ha più interesse a lavorare con l’agente, l’agente avrebbe diritto all’indennità di fine rapporto perchè la cessazione avviene per una semplice decisione della mandante.

Se invece la mandante cessasse il contratto per giusta causa perchè ha scoperto che l’agente sta lavorando anche per la concorrenza, l’agente perderebbe il diritto all’indennità perchè, anche se è stata la mandante a comunicare il recesso, lo ha fatto per una causa riconducibile all’agente.

Naturalmente, ogni motivo potrebbe essere buono per la mandante per invocare la giusta causa e addebitare quindi il recesso all’agente, facendogli perdere l’indennità.

Tuttavia ciò non è cosi facile, perchè per far perdere l’indennità all’agente, la mandante deve dimostrare che l’agente si è reso “gravemente” inadempiente ai suoi obblighi e quindi ci sia una “giusta causa”.

Tenete conto che la “giusta causa”, per legge, è quella causa “che non consente la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto“.

Per “giusta causa” si intende quella causa di gravità tale che non consente la prosecuzione nemmeno temporanea del rapporto

Quindi, comportamenti dell’agente che di per sè potrebbero essere anche gravi ma che la mandante tollera nel tempo, difficilmente quando si decide a farli valere potranno costituire “giusta causa” perchè in realtà il rapporto in precedenza è proseguito benissimo anche in presenza di tali inadempimenti.

A questi casi generali si affiancano una serie di ipotesi collaterali, ma basate sostanzialmente sullo stesso principio.

L’agente ad esempio in base all’art. 1751 c.c. ha diritto all’indennità anche se è lui a comunicare il recesso, quando il recesso è motivato dall'”età” avanzata che non gli consente più di lavorare, o quando da’ le dimissioni per infermità.

E’ dovuta anche quando l’agente muore, perchè anche in questo caso non si considera a lui imputabile… (se vuoi conoscere gli adempimenti da fare quando capita questo evento, puoi cliccare qui)

Attenzione che l'”età” non equivale alla “pensione”.

In questo caso però, se il contratto di agenzia è regolato dall’A.E.C. settore Industria o settore Commercio, è prevista anche l’ipotesi della “pensione” dell’agente.

In particolare, per l’A.E.C. settore Industria siglato nel 2014, l’indennità è dovuta anche in caso di pensionamento Enasarco o Inps di vecchiaia anche anticipata, mentre per l’A.E.C. settore Commercio in caso di pensionamento Enasarco o Inps di vecchiaia (non anticipata) (attenzione che l’evento della “pensione” riguarda solo l’agente “persona fisica” e non anche il socio della società di agenzia. Se vuoi saperne di più lo spiego meglio qui).

Da ricordare che l’agente dopo che comunica il recesso perchè “va in pensione”, non è obbligato a smettere di lavorare, ma potrebbe benissimo poi assumere un nuovo incarico presso un’altra azienda proseguendo l’attività. E’ sufficiente che abbia i requisiti per andare in pensione per avere diritto all’indennità.

Così pure non è necessario che l’agente comunichi le “dimissioni” appena va in pensione: potrebbe farlo anche dopo qualche anno ed anche in questo caso avrebbe diritto all’indennità.

In ultimo si ricorda che, se il contratto è regolato dall’A.E.C. settore Industria o settore Commercio, vi è una componente dell’indennità di fine rapporto, il F.I.R.R., che è sempre dovuto anche se il contratto cessa per “colpa” dell’agente.

Fa eccezione a questa “deroga”, l’A.E.C. settore Industria che consente di “bloccare” il pagamento del F.I.R.R. all’agente quando il rapporto cessa per violazione dell’obbligo di non concorrenza o monomandato o per trattenimento indebito di somme.

Per ulteriori informazioni sull’indennità di fine rapporto puoi contattarci cliccando qui

Avv. Angela Tassinari

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